domenica 25 marzo 2018

My Bag of Flour



                
PARADISUM THEATRUM - Progetto di Arti Visive 

                              

MY BAG OF FLOUR
di Ruggero D’Autilia

a cura di
Adolfina de Stefani 
presentazione critica a cura 
di
Gaetano Salerno



   14-29/04/2018                       Inaugurazione sabato 14 aprile 2018 ore 18.30                                                  Oratorio di Santa Maria Assunta via Rossignago 30038 SPINEA (VE)
                                                                                             

La mostra, visitabile fino a domenica 29 aprile 2018, è organizzata da VISIONI ALTRE con il patrocinio del Comune di SPINEA (VE);

La mostra di Ruggero D’Autilia presenterà al pubblico una selezione di lavori centrati sul tema My Bag of Flour.

Scrive il critico d’Arte Gaetano Salerno: la personale My bag of flour di Ruggero D’Autilia sviluppa, attraverso una breve selezione di lavori pittorici (e un video), un percorso tematico specificamente pensato dall’artista e dal critico d’arte Gaetano Salerno per l’Oratorio di Santa Maria Assunta di Spinea, oggi suggestivo luogo espositivo ma fin dall’XI secolo importante centro di culto mariano, ancora dominato dalle reiterate figure della Vergine e del Bambino presenti nei lacerti degli affreschi della navata.
L’evento vuole infatti indagare il mistero del rapporto intimo di madre e figlio oltre la spiritualità e la sacralità della relazione divina; i lavori presenti coinvolgeranno i visitatori in un cammino terreno e carnale in cui entrambi gli attori di questa storia divengono sostanze fisiche, voluminosi e sovradimensionati elementi pittorici, per riportare nell’attualità e nell’autobiografismo il legame che lega da sempre - e primariamente - due esseri umani coinvolti nel medesimo destino, ciascuno strumento di un progetto iniziatico il cui centro lascia affiorare forte e dominante, dall’accettazione del concepimento all’accettazione della morte, un sentimento d’amore intimo e assoluto.
Nel ciclo esistenziale che la mostra evidenzia, emerge l’accoglimento fideistico di misteri dogmatici che la razionalità dello sguardo talvolta sembra non essere in grado di cogliere e di comprendere.
Il pensiero diviene esso stesso parte integrante di questa palingenesi, illuminazione improvvisa che lega il figlio alla madre e la madre al cielo senza apparenti né logiche spiegazioni, senza evidenti moti dell’animo se non un atavico senso di appartenenza e di determinazione dell’uno nell’altra e di entrambi nel tutto.
Dall’archetipo della madre, dalla saggezza antica espressa dalla sua silente presenza che assolve una funzione creatrice e mediatrice ha origine così una millenaria storia che vede plasmare il figlio della salvezza come un amalgama di acqua e farina, impastato con la medesima cura, la stessa lenta attenzione, la stessa paziente dedizione tramandata da generazioni passate e scandita da saperi presenti che desacralizzano l’evento riconsegnandolo all’attualità e alla quotidianità.
Prima dei pianti e dei vagiti del bambino, oltre il sangue e la tragedia dell’uomo, tra gli sprazzi di bellezza e di armonia che l’esistenza terrena (così come questa ricerca pittorica) nasconde sotto un ampio manto di sofferenza, molto prima e molto dopo dunque che si compia il destino di ciascuna singola umanità, esiste il silenzio e l’idea generante che questa mostra, lontana dai clamori delle urla e della suggestione visiva, analizza con tele prive di colore, parcamente delineate da emblematiche scale di grigi, da volti e corpi eloquenti stagliati dalle ombre, per visualizzare il limbo affettivo materno determinato dai propri contrasti, dai propri limiti temporali terreni, qui resi visibili dagli invalicabili confini del bianco e del nero.
Se la morte è nera la vita è bianca e richiama il candore ancestrale di un pugno di farina gelosamente conservata nel sacco della vita e della memoria, il gesto leggero e consolante di una mano che in essa intuisce il principio vitale di ogni esistenza e, con amore, le conferisce forma e consistenza, agendo sulla materia come la mater dolorosa che tramuta il proprio gesto in figlio, accettandone la trasformazione e alludendo, in questo particolare luogo espositivo, al dogma della Transustanziazione.
E all’immanenza di una sostanza mossa dall’amore che trascende la sua contingenza fisica, oltre la sua limitante definizione nel tempo e nello spazio, guarda questa pittura che dissolve la rigorosa definizione di citazioni - manieriste e caravaggesche - nell’immateriale e pura energia della luce.

Ruggero D’Autilia dopo gli studi al Liceo Artistico, ha conseguito nel 1984 il diploma del Corso i Pittura all’ Accademia di Belle Arti di Lecce.
E’ docente di Discipline Grafiche e Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Venezia.
Il suo percorso artistico, fondato su un linguaggio visivo e lirico attento alla sperimentazione, si sostanzia del decisivo incontro con il poeta Edmond Jabès.
 In seguito ad una attenta riflessione sul fare pittura, si dedica all’approfondimento di temi, tecniche e poetiche dei maestri del ‘500 e del ‘600, allargando gli ambiti della sua ricerca anche in altri campi della produzione artistica, in particolare nella performance e nel video.
Vive e Lavora a San Donà di Piave (VE). E’ presente in molte esposizioni personali e collettive in Italia.

Ferimento di Amore | 2017, olio su tela, 216x240 cm








domenica 18 febbraio 2018

presentazione catologo Theatrum Paradisum

https://www.mokazine.com/read/adolfinadestefani/paradisum-theatrum



Presentazione del catalogo PARADISUM THEATRUM

Venerdì 9 marzo 2018 ore 18.00
Oratorio di Santa Maria Assunta via Rossignago SPINEA (VE)

Venerdì 9 marzo alle ore 18.00 viene presentato il catalogo Paradisum Theatrum progetto a cura di Luciana Zabarella e Adolfina de Stefani saranno presenti oltre ai curatori l’Assessore alla Cultura prof. Loredana Mainardo, il critico e storico dell’arte prof. Gaetano Salerno, l' arch.Iva Montak,  il critico d’arte Massimiliano Sabbion, il critico Prof. Dario Roman, la giornalista e critica d’arte Barbara Codogno, lo storico dell’arte Claudio A. Barzaghi. 


La rassegna Paradisum Theatrum proposta per lo spazio dell’Oratorio di Santa Maria Assunta ubicato nel Comune di Spinea, con progetti specifici di un sito, ha visto la partecipazione di 12 selezionati artisti che hanno esposto per un periodo di tre settimane, dove l’Oratorio è stato il protagonista e lo stimolo principale per la creatività oltre a un confronto tra il passato e il presente senza trascurare il luogo, la natura e il suo insieme.

Durante la serata l’artista e curatrice Adolfina de Stefani e Antonello Mantovani
daranno vita ad una singolare performance OMAGGIO/OLTRAGGIO con la partecipazione dell’artista Anastasia Moro.

Verrà rappresentata e ridiscussa un’ ICONA della  storia dell’arte: LA GIOCONDA.
L’artista e performer Anastasia Moro, simile nei tratti del volto alla donna ritratta da Leonardo Da Vinci, rappresenterà il tableau vivant sul quale i performer e il pubblico presente interverranno realizzando, attraverso intense e brevi azioni, alcune interpretazioni di carattere artistico.
Scrive il Critico d’arte Gaetano Salerno:
Unica icona riconoscibile e riconosciuta la Gioconda diventerà il pretesto e il territorio dell’azione dei numerosi performer per ragionare sul cambiamento di identità e sull’analisi delle definizioni dell’apparenza, ridiscutendo il valore stesso dell’icona, della sua definizione e decodificazione come contenitore assoluto di saperi eterni e immutabili, giocando con travestimenti alla ricerca di differenti, inattese e nuove entità.
Creando ritratti diversi e possibili (improntati a nuove quanto necessarie forme interpretative) che coesistono nella personalità di ciascuno di noi, verrà affrontato il tema del doppio, della comunicazione di massa e dell’idea della propria individualità (carattere proprio del genere della ritrattistica) in rapporto ai ruoli sociali conferiti a ciascun individuo dalla contemporaneità.

zabluci@libero.it  | +39 335 69 331 77








sabato 17 febbraio 2018

MOTHERS – Keepers of the fate di Andrea Longhin



MOTHERS – Keepers of  the fate 
               Mostra Fotografica di Andrea Longhin

Inaugurazione sabato 10 marzo 2018 ore 18.00
Presentazione critica a cura di
Giuseppe Carrieri


8 – 18 marzo 2018                            a cura di:                                                  Oratorio di
apertura mostra:                             Adolfina De Stefani e                             Villa Simion dal mercoledì alla domenica       Luciana Zabarella                 via Roma SPINEA (VE) 16.00 – 20-00   
    
         Si inaugura sabato 10 marzo 2018, alle ore 18.00, presso l’Oratorio di Villa Simion di SPINEA, MOTHERS - Keepers of  the fate, personale dell’artista Andrea Longhin, a cura di Adolfina de Stefani e Luciana Zabarella con la presentazione critica a cura di Giuseppe Carrieri.
La mostra, visitabile fino a domenica18 marzo 2018, è organizzata da Visioni Altre  con il patrocinio del Comune di SPINEA – Assessorato alla Cultura.
La mostra presenterà al pubblico una selezione critica di lavori di Andrea Longhin, opere fotografiche di medie e piccole dimensioni, per tracciare il percorso di ricerca condotto dall’artista.
Scrive il critico d’arte , Giuseppe Carrieri a proposito della fotografia di Andrea Longhin:
Respirare. Qualcosa di naturale -
Guardare. E respirare, allo stesso tempo. La stessa cosa.
Questo è lo sguardo offerto da Andrea Longhin alle persone, alle storie, ai luoghi.
Nulla di costruito, non c’è nulla di artificiale. Per Longhin guardare è come respirare: un atto naturale, involontario, forte, vitale. Perché se non si guarda, si muore.
E, allora, quella che vedrete non è solo una mostra. Non è la solita mostra.
Quello in cui entrerete è uno spazio, una dimensione tridimensionale di occhi, cicatrici, sorrisi, pentimenti, desideri. Lo sguardo di Andrea è una carezza, che fa ancora più bene, se il quadro dipinto appartiene alla ferocia. Alla ferocia della malattia, della solitudine, della violenza, dell’abbandono, del degrado. Ma lo scenario non è che una cornice, ed è l’uomo sempre al centro della prospettiva. Perché Andrea, semplicemente, guarda e respira, e riconosce l’umano come l’elemento al centro di tutto. Andrea, ancor prima che scattare, sorride alle sue storie, le segue, le accompagna: non è un falco, non è un osservatore disinteressato, non è un “operatore”.
Andrea è un amico delle storie che racconta, e che raccoglie.
Questi viaggi sono stati la conferma che la sua esperienza di terreno fertile doveva partire dal mondo, dalla lontananza, dalla differenza. Perché solo in questa dimensione un talento come quello di Longhin può svilupparsi. Non certo nell’abitudine, non certo dietro una scrivania, non solo dentro un set come tanti.
Il set di Andrea è il mondo e per lui questi viaggi non sono stati solo un’iniziazione, ma un atto di emancipazione, rapido, brillante, tumultuoso.
Le donne, le madri, le loro scintille perse, e quell’attimo di illusione di bellezza che Andrea offre, loro sono la verità di quanto, oggi, filmare voglia dire perdersi in mezzo alla gente. Niente ricostruzioni, niente effetti speciali, niente riflettori puntati sopra palcoscenici di carta: la realtà che Longhin vi offre con il respiro del suo vedere è la sola cosa che conta. Niente marketing, nessuno spot, nessuna strategia di comunicazione: queste donne, questo loro destino, questo modo unico di essere al mondo, oggi, è la sola cosa che conta nel presente. Perché un fotografo, un artista, un regista non può abituarsi alla falsità degli schermi, ma deve realizzare che dietro quegli schermi c’è sempre qualcosa più forte. Non un’ombra, non solo una proiezione. Ma la carne, le ossa, le pupille, le braccia, i tagli. Di queste donne vedrete tutto, nella sintesi di attimi rubati alle loro vite già dimenticate. Ma non vedrete tutto, in senso esteso: vedrete l’essenziale, l’indispensabile concetto di anima che solo chi sa riconoscersi verso l’altro, sa anche offrire agli altri.
Longhin guarda e respira. Ed è la stessa cosa: e questa mostra non è la solita mostra.
E’ un lungo soffio, e se vi perderete dentro, avrete fatto molto più di un semplice viaggio.
In occasione della vernice della mostra , MOTHERS - Keepers of  the fate di sabato 10 marzo 2018 presentazione critica ore 18.00, Andrea Longhin sarà presente all’Oratorio di Villa Simion.
MOTHERS - Keepers of  the fate,
inaugurazione della mostra sabato 10 marzo 2018 ore 18.00
Oratorio di Villa Simion – via Roma SPINEA (VE)
apertura e orari: dal mercoledì alla domenica ore 16.00 – 20.00

lunedì e martedì chiuso.
INGRESSO LIBERO


www.adolfinadestefani.blogspot.it - zabluci@libero.it__+ 39 335 6933177 adolfinadestefani@gmail.com +39 349 8682155

foto di Andrea Longhin