martedì 17 ottobre 2017

COMUNE DI SPINEA Assessorato alla cultura
“IL LIBRO ILLEGGIBILE” 
Omaggio a BRUNO MUNARI

cura di
Adolfina De Stefani
presentazione critica a cura di
Gaetano Salerno

23/10 - 08/11
2017
dal mercoledì alla domenica 15.00-19.00

Inaugurazione
Sabato 28 ottobre 2017 ore 18.00

Biblioteca Comunale Oratorio di Villa Simion Via Roma 265
30038 SPINEA (VE)
Opere di: ITALIA: Andreina Argiolas | Carlo Iacomucci Silvano Pertone | Claudio Grandinetti | Vittore Baroni | Emily Job | Franco Ballabeni | Ruggero Maggi | Emilio Morandi | Libera Carraro | Fulgor Silvi | Gianni Sandonà Betty Zola | Gruppo Sinestetico (Albertin M. Sassu A. Scordo G. Perseghin M.) | Lamberto Caravita Giovanni and Renata Strada | Mirco Bordin | Giancarlo Pucci |Oronzo Liuzzi | Paola Volpato | Claudio Romeo | Walter Pennacchi | Rossella Ricci | Rossana Bucci | Fabio Adani | Tiziana Baracchi | Roberto Scala | Claudio Romeo
Sbalchiero | Adolfina De Stefani | Antonello Mantovani | Franco Ballabeni | Gianpaolo Lucato |  Pier Roberto Bassi | Alessandra Borsetti Venier | Patrizia Nicolini | Monica Michelotti | Luciana Zabarella | Pierpaolo Limongelli | Veronique Pozzi Painè | Irene Semenzato | Mirta Caccaro  | Nelli Cordioli | Alessandro Rigato | Anna Boschi | Daniele Lunardi | Elisabetta Gomirato | Liceo Artistico Modigliani | Anna Maria Addamo | Carmela Corsitto | Mariella Martinelli | Mirko Celegato | Sandra Gusso | Armando Riva | Sergio Marchioro | Agustina Perez Pellegrini Antonella Sirignano | Antonio Pugliese | Antonio De Marchi | Gabriele D’Acunto | Rubina Giorgi |Sergio Marchioro | Liceo Artistico Mannucci Jesi coordinamento prof.ssa Maria Cristina Ponzetti : Eleonora Amantini  | Alessia De Simone | Agnese Mentuccia | Ilenia Montironi | Valentina Rossini |Alice Salta | Nadine Vecchi.
BELGIO: Iyallola Tillieu | SPAGNA: Pedro Bericat | Daniel de Culla | SVIZZERA: John Doing | NORVEGIA: Jaromir Svozilik FILANDIA: Anja Mattila – Tolvanen | GIAPPONE : Ryosuke Cohen | GERMANIA : Andrew Maximilian Niss | INGHILTERRA : Secta Muller


Si inaugura Sabato 28 ottobre 2017 alle ore 18,00 presso la Biblioteca
Comunale e L’oratorio di Villa Simion di Spinea, l’esposizione dal titolo “Il Libro Illeggibile“ Omaggio a Bruno Munari, un omaggio a 110 anni dalla
sua nascita.

La mostra a cura di Adolfina De Stefani con testo e presentazione critica a cura di Gaetano Salerno,  con il patrocinio del Comune di Spinea.
L’esposizione con oltre 80 artisti, italiani e stranieri, verrà poi presentata a
San Marco 1958 Calle de la Fenice Venezia dal 11 al 30 novembre 2017.

Scrive il Critico Gaetano Salerno:
Bruno Munari ha abituato il pubblico ai paradossi e alle iperboli. Ha sagacemente affrontato questioni complesse della vita fornendo in cambio semplici spiegazioni. Ha apparentemente abbassato il registro della sua indagine artistica ed estetica per ricondurre il dialogo nell’unico luogo dove, a suo parere, nascono e vivono le idee: il luogo dell’infanzia. La condizione esistenziale cioè dove tutto appare possibile perché a uno stadio iniziatico, precedente lo sviluppo di artificiose sovrastrutture che ricoprono - anche se talvolta mirabilmente - la concretezza concettuale (necessario ossimoro) alla quale il suo eterogeneo lavoro ha sempre guardato.
Era solito ricordare che “complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.“
In un estremo tentativo di semplificazione, togliendo non solo il superfluo ma anche apparentemente il necessario (cioè i codici testuali, verbali e iconografici), Bruno Munari ha progettato e realizzato, dal 1949, i Libri Illeggibili, provocatori libri privati della loro immediata e logica funzione d’uso.
Libri senza testo e senza immagini che affidano la loro natura alla materia, alla carta colorata, tagliata, e riorganizzata in maniera innovativa e creativa. Un tentativo estremo dunque di semplificazione di un concetto - quello del libro come luogo metaforico della cultura - svuotato della sua essenza comunicante e significante, privato di quella forma del sapere della quale è scrigno ma che sovente rimane imprigionata tra le pagine (disperdendo il senso dello stesso sapere tra le righe) e lì muore. Diceva già Terenziano Mauro, grammatico latino di epoca adrianea, che “pro captu lectoris habent sua fata libelli”, affidando cioè al valore del lettore - e solo in seconda istanza al valore del libro - la sua comprensione e il suo successo critico.
Riflettendo così sull’oggetto-libro Bruno Munari avvia, negli anni del bel design italiano, un gioco dialettico che ne ridiscute il senso partendo dalla decostruzione concettuale della sua realtà intima, eliminando alla radice la certezza prosopopeica di parole e immagini stampate le cui variabili interpretative, potenzialmente e paradossalmente, generano incertezza. Si chiede se l'esistenza (o la percezione?) di un libro sia legata ai suoi elementi semantici tipici e usuali. O se, svitato il pesante meccanismo dei bulloni e delle lettere, possa rimanerne viva l'essenza, coincidente in questo caso con la sua struttura portante, indipendente dai contenuti che appaiono, in questa analisi, secondari. Ciascun libro, inteso con creatività e fantasia, si apre così a ogni forma del sapere.
Fornendo anche il pretesto per interrogarsi, dentro e fuori la metafora del libro, sugli elementi (o la commistione di elementi) atti a creare cultura e a trasmetterla, in forma attiva e passiva. E, spingendosi ancora oltre, quali siano i livelli di fruizione di questa cultura. Il libro illeggibile, estraneo a qualsiasi registro o codice linguistico impostato, seppure nella sua inattesa valenza ermetica e criptica, avvicina e parla (e, nonostante l'ironica dicitura, si rende leggibile) a ciascun potenziale lettore.
Questa mostra è un gioco serio, l’omaggio di una curatrice e di oltre sessanta artisti (ai quali è stato chiesto di ripensare, liberamente, il libro illeggibile) alla figura di Bruno Munari e, attraverso la sua poetica della leggerezza, un ulteriore e significativo stimolo alla curiosità di conoscere, al piacere di capire, alla voglia di comunicare.
La mostra è anche un volo nella sfera dell’immaginifico e ricorda, seguendo il solco tracciato dall’artista, che la fantasia è più forte della parola e il pensiero più forte delle immagini.
Il
libro illeggibile deve essere “letto” con lo spirito fanciullo che accetta il
vuoto lasciato dall’assenza di parole e lo riempie di nuove forme multisensoriali.
Con semplicità.
Il
libro illeggibile serve ancora oggi a capire e a ricercare nuove forme del comprendere, per comprendersi.
Anche questo con semplicità. E senza fretta, come la dimensione temporale allusa dal libro e dal gesto lento di sfogliarne le pagine, richiede.
D’altronde ci vuole tempo, per capire;
l’albero - ci ricorda Bruno Munari - è sempre l’esplosione lenta di un seme.


“IL LIBRO ILLEGGIBILE” Omaggio a BRUNO MUNARI Inaugurazione sabato 28 ottobre 2017 ore 18.00
a cura di
Adolfina De Stefani

testo critico a cura di Gaetano Salerno
apertura e orari dal mercoledì alla domenica 15.00| 19.00
Ingresso libero
adolfinadestefani@gmail.com + 39 349 8682155 http://adolfinadestefani.blogspot.it/
Biblioteca Comunale | Oratorio di Villa Simion Via Roma 265 30038 SPINEA (VE)
Nadine Vecchi
SEMINA NEL CAOS
LICEO ARTISTICO Mannucci JESI
coordinamento Maria Cristina Ponzetti

Agnese Mentuccia
PLOT
LICEO ARTISTICO Mannucci JESI
coordinamento Maria Cristina Ponzetti

Alessia De Simone
FEEL
LICEO ARTISTICO Mannucci JESI
coordinamento Maria Cristina Ponzettiscalia

Alice Salta
OMAMUN
LICEO ARTISTICO Mannucci JESI
coordinamento Maria Cristina Ponzetti

Eleonora Amantini
FORZE SPAZIALI
LICEO ARTISTICO Mannucci JESI
coordinamento Maria Cristina Ponzetti

Ilenia Montironi
ARMONIA E CAOS
LICEO ARTISTICO Mannucci JESI
coordinamento Maria Cristina Ponzetti

Valentina Rossini
OCCHINUTILI
LICEO ARTISTICO Mannucci JESI
coordinamento Maria Cristina Ponzetti
ITALIA
Adolfina De Stefani
UNA STORIA BIANCA  | 2016
ITALIA

Agustina Perez Pellegrini
GIROTONDO | 2017
ITALIA

Alessandra Borsetti Venier
OMAGGIO A MUNARI |
ITALIA

Alessandro Rigato
OMAGGIO A BRUNO MUNARI | 2017
ITALIA
Alessandro Rigato
OMAGGIO a BRUNO MUNARI | 2017
ITALIA

Andreina Argiolas
LIBRO VENEZIANO | 2017
ITALIA

Andrew Maximillian Niss
TRANSFORMED | 2017
GERMANIA

Anja Mattila - Tolvanen
SENZA TITOLO | 2017
FINLANDIA

Anna Boschi
SENZA TITOLO | 2017
ITALIA

Anna Maria Addamo
MARGANTINA'S RETURN | 2017
ITALIA

Antonello Mantovani
POSITIVO BIANCO | 2016
ITALIA

Antonio de Marchi Gherini
 PANTAREI | 2017
ITALIA
Armando Riva


Betty Zola
LE CHEVALIER DE MAISON ROUGE | 2017
ITALIA

Carlo Iacomucci
7 ALBERI PER 7 COLORI | 2017
ITALIA

Carmela Corsitto
PAROLE ALTRE | 2017
ITALIA

Claudio Grandinetti
IL LIBRO inFIAMMA | 2017
ITALIA

Claudio Romeo
DODODADA 2007-2017
ITALIA

Daniel De Culla
LIBRO ILLEGGIBILE | 2017
SPAGNA

Daniele Lunardi
GRAFICA di Bruno Munari
ITALIA

Daniele Lunardi
Grafica di BRUNO MUNARI
ITALIA

Elisabetta Gomirato
LIBRI D'ARTISTA | 2017
ITALIA

Emilio Morandi
SOUND OF SOUL | 2017
ITALIA

Emily Jo
IT'S NOT THE END | 2017
ITALIA

Fabio Adani
UN FANTASTICO VOLO | 2017
ITALIA

Franco Bellabeni
SI CHIAMAVA SANDY | 2017
ITALIA

Fulgor Silvi
LIBRO SFIGATO | 2017
ITALIA

Gabriele D'Acunto

Gianpaolo Lucato
OMAGGIO A BRUNO MUNARI | 2017
ITALIA

Giancarlo Pucci
OMAGGIO A BRUNO MUNARI | 2017
ITALIA

Giovanni e Renata Strada
OMAGGIO A BRUNO MUNARI
LIBRO ILLEGGIBILE | 2017
ITALIA

Gruppo Sinestetico
OMAGGIO A MUNARI | 1999-2009
ITALIA

Ijallola Tillieu
UNIVERSO | 2017
BELGIO

Lamberto Caravita
PROGETTO AMBIENTE PAESAGGIO | 2017
ITALIA

Irene Semenzato
CONNESSIONI-RESTANDO | 2015
ITALIA

Libera Carraro
LIBRO ILLEGGIBILE | 2016
ITALIA

Liceo Artistico A. Modigliani
LIBRO D'ARTISTA
OMAGGIO 1996
ITALIA

Luciana Zabarella
VIAGGIO | 2017
ITALIA

Mariella Martinelli
SENZA TITOLO | 2017
ITALIA

Mirta Caccaro
SENZA TITOLO | 2017
ITALIA

Monica Michelotti
COPERTINA DEL LIBRO ILLEGGIBILE | 2017
ITALIA

Nelli Cordioli
OMAGGIO A BRUNO MUNARI
2017

Oronzo Liuzzi
LACHAT PER BRUNO MUNARI | 2017
ITALIA

Paola Volpato
ORIGAMI ORACLE | 2017
ITALIA

Patrizia Nicolini
PICCOLI PENSIERI SCONNESSI
2017


Pedro Bericat
SENZA TITOLO | 2017
SPAGNA

Pier Roberto Bassi
GETTO DI INCHIOSTRO 1612
ITALIA

Pierpaolo Limongelli
LIBRO ILLEGGIBILE
ITALIA

Roberto Scala
LIBRO ILLEGGIBILE | 2017
ITALIA

Rosanna Bucci
SENZA TITOLO | 2017
ITALIA

Rossella Ricci
MENABO' | 2017
ITALIA

Rubina Giorgi
TENUTI DA NULLA
IN LAUDE DEL NERO | 2017
ITALIA

Ruggero Maggi
SONATA PER BRUNO | 2017
ITALIA

Secta Muller
UNSCENTED | 2017
ITALIA

Silvano Pertone
S CON POSIZI ONE | 2017
ITALIA

Jaromir Svozilik
UNREADABLE BOOK | 2017
NORVEGIA

Tiziana Baracchi
LEONE ROSSO | 2017
ITALIA

Veronique Pozzi Paine
STORIA SEGRETA | 2017
ITALIA

Vittore Baroni
SEGNI A LIBRO | 1986
ITALIA

Walter Pennacchi
MUNARI PIEGATA D'AUTORE | 2017
ITALIA

http://adolfinadestefani.blogspot.it/

domenica 17 settembre 2017

RICERCA DEL MISTERO di Libera Carraro



RICERCA DEL MISTERO di Libera Carraro

 
2-17/9 2017
Inaugurazione sabato 2 settembre 2017 ore 18.30
Oratorio di Santa Maria Assunta | Via Rossignago 30038 Spinea | Venezia

Si inaugura sabato 2 settembre 2017, alle ore 18.30 presso l’Oratorio di Santa Maria Assunta SPINEA, nell’ambito del progetto PARADISUM THEATRUM – 
Ricerca del Mistero personale dell’artista Libera Carraro
a cura di Luciana Zabarella e Adolfina De Stefani, 
presentazione e testo critico a cura di Gaetano Salerno.

La mostra, visitabile fino a domenica 17 settembre 2017,  con il patrocinio del Comune di SPINEA (VE);

La mostra di Libera Carraro presenterà al pubblico una selezione di lavori centrati sul tema RICERCA DEL MISTERO.

Scrive il critico d’arte Gaetano Salerno a proposito del lavoro dell’artista nel testo Ricerca del Mistero: “ Porsi di fronte ai lavori di Libera Carraro - una selezione critica di pitture e sculture scelte per questa personale - impone un dialogo con un universo segnico immediatamente criptico e complesso, l’accettazione dell’analisi e delle difficoltà interpretative della realtà fenomenica alla quale l’artista ci conduce e attraverso la quale affronta il mistero della rappresentazione. Un viaggio nel mondi possibili della visione, alla ricerca di presunte verità che l’arte contemporaneamente è in grado di celare e svelare, istruendo un percorso di conoscenza che, come in questo caso, vuole giungere a una sintesi degli elementi primordiali la cui continua e reiterata unione o disgregazione scandisce il ritmo dell’esistenza, la sussistenza della vita stessa che l’opera racchiude e tende a rappresentare.
Nelle forme pittoriche che l’artista utilizza per colmare le grandi tele, talvolta pregne di sostanza cromatica e talvolta lasciate libere di rivelarsi su considerevoli porzioni del bianco dello sfondo così come nei tagli precisi dei lavori scultorei dalle superfici metalliche delineate talvolta da tagli netti e geometrici, talvolta fluidi e rotondi, emerge la sperimentale figurazione di un nucleo espressivo che manifesta, nella sua struttura rappresentativa più intima, soltanto uno dei potenzialmente infiniti stadi compositivi e aggregativi della materia; un mutamento costante, lento ma inesorabile, muove infatti questi lavori, non ancora determinati (né giunti a determinanti stati di quiete), sempre sospesi in una metamorfica transizione.
Ciascuna pittura e ciascuna scultura, privata dei principi rassicuranti e appaganti della definizione, esprime una verità profetica e divinatoria, un mistero da ricevere e da intendere come uno dei molteplici stati interpretativi del reale dal quale distillare un senso primigenio e iniziale che Libera Carraro persegue da tempo attraverso una plurilinguistica e articolata ricerca che, prendendo a prestito le parole consegnate da Eraclito all’Oracolo di Delfi, “non dice né nasconde, ma indica”.
E, all’interno di un cerchio misterico accentuato dal particolare allestimento di questa mostra, è condensato il noumeno di un lungo cammino culturale; scandito da pensieri e ragionamenti divenuti materie tangibili (le iperboliche e colorate produzioni pittoriche, tecnica mista su tela, giustapposte e alternate alle scarne ed essenziali produzioni scultoree in ferro e fil di ferro) l’iter espositivo appare simile a un antico mystérion, un culto cioè rappresentativo, arcano e segreto, di natura iniziatica, attraverso il quale comprendere e spiegare la natura dell’Universo e intravedere le sue regole armoniche.
L’anima intrinseca della materia si libera perciò dalla sua forma stereotipata e codificata, rinuncia alla quiete dell’immediato svelamento che regola la visione e la composizione attraverso la messa a fuoco del soggetto, per dare origine a gesti pittorici e scultorei retti da automatismi emozionali che rendono naturale il passaggio tra res cogitans e res extensa e consentono al pensiero dell’artista di fluire oltre la gabbia raziocinante della posa e della linea per divenire pura azione, tra linguaggi formali e informali che restituiscono inalterata la forza propria degli elementi, rievocandone un valore enunciativo, mai puramente descrittivo [...].
[...] Le quattro piccole sculture metalliche (tratte da una vasta e complessa ricerca) invadono lo spazio espositivo con la loro enigmatica pesantezza strutturale per alludere invece a incorporei e riflessivi voli dell’animo, spronandoci a ripercorrere gli eventi della nostra esistenza adottando una duplicità di vedute (come duplice appare sempre la loro natura che dalla bidimensione passa repentinamente alla tridimensionalità), necessaria per iniziare un percorso conoscitivo entro il mistero che ciascun’esistenza racchiude, fino a comprenderne l’aura magica oltre le loro limitanti barriere superficiali, luminose e opache, percorse da segni iconoclasti.
I lavori pittorici invece alludono a una concretezza
spiccatamente fisica e temporale: Verso l’autunno, Stella cadente, Il vento accarezza, Il verde illumina, riconducono l’analisi del reale a dati certi e inconfutabili, ricordando allo spettatore che la conoscenza del sé inizia dal particolare (frattale di una realtà immensa della quale noi stessi siamo elementi commensurabili) prima di estendersi e rivolgersi all’assoluto, nello spazio cioè in cui la materia si dissolve nella luce (Il miraggio che abbaglia) e il mistero (al quale allude il lavoro dell’artista) si svela in Emozioni liberate, Rapsodie e Ritmi vitali, beneficiando di Godimenti planetari, alla riscoperta delle Meraviglie del vivere, a quell’Attimo di vita che, oltre l’ignoto delle nostre esistenze terrene, diviene eterno [...].
[...] Ecco allora che ciascun lavoro di questa breve ma significativa selezione appare come parte di un’unica e diffusa struttura che condensa sia l’assolutezza dell’uno sia l’interdipendenza con l’altro; e ciascun lavoro si annulla e si completa ed esiste nella sua forma riflessa, rappresenta un capitolo di un’illimitata narrazione che ciclicamente consente a questi pensieri (così come alle strutture vegetali che riproducono) di gemmare e di individuare nuovi, potenziali mondi intellettivi ed espressivi la cui misteriosa natura racchiude già in sé illuminanti spunti conoscitivi, apparentemente indecifrabili, in realtà facilmente intuibili, come nella metafora dell’elemento floreale e del suo mistero strutturale, tra le cui pieghe l’artista sembra saper intravedere il senso del tutto”.
Libera Carraro, nel 1979 inizia l’attività espositiva. Il suo percorso artistico è contrassegnato da una costante esigenza di confronto con diverse possibilità espressive, con tecniche eterogenee, unitamente ad una poliedrica varietà di interessi che la porta frequentemente all’ estero, all’incontro con diverse personalità dell’arte e del restauro. Significativa in particolare è l’assidua frequenza di Emilio Vedova che le additano la strada per una sicurezza di gesto e segno sulla scia delle geometrie nere vedoviane; così pure l’incontro con la pittura sperimentale di Mario Merz le apre il mondo degli assemblaggi materici.
Il suo percorso espressivo si accompagna ad una intensa attività espositiva nonché alla partecipazione alla nascita ed alla vita associativa di diversi organismi.



STRISCE e ROTOLI ... STANZE con BOSCO di Nelli Cordioli

  
23/9 - 8/10 2017
Oratorio Santa Maria Assunta ore 18.30 Via Rossignago 30038 Spinea | Venezia

STRISCE e ROTOLI ... STANZE con BOSCO di Nelli Cordioli
Si inaugura sabato 23 settembre 2017, alle ore 18.30
presso l’Oratorio di Santa Maria Assunta SPINEA, nell’ambito del progetto PARADISUM THEATRUM – 
STRISCE E ROTOLI ... STANZE con BOSCO personale dell’artista Nelli Cordioli
a cura di Luciana Zabarella e Adolfina De Stefani, testo critico a cura di Claudio A. Barzaghi.
La mostra, visitabile fino a domenica 8 ottobre 2017, è organizzata da cittadellarte con il patrocinio del Comune di SPINEA (VE);

La mostra di Nelli Cordioli presenterà al pubblico una selezione di lavori centrati sul tema STRISCE E ROTOLI ...STANZE con BOSCO.

Scrive il critico d’Arte Claudio A. Barzaghi a proposito del lavoro dell’artista : Come canta il poeta: “polvere. In qual direzione io caccerò la polvere?”.
Materia su materia per ricreare non il mondo ma un mondo. C'è chi in arte le cose le riproduce, e chi per conoscerle nella loro essenza più profonda le ricrea con energia e consapevolezza del fatto che l'unico modo per farlo è rimettere in moto il caos primigenio. Così, tanti frammenti separati da un iniziale atto di forza - e non più nostalgici della integrità originaria tuttavia perduta - si danno un nuovo appuntamento sulle tele di Nellì Cordioli, per ritrovarsi lì dove possono rivivere una seconda volta, avere una nuova chance, e fare parte di un rinnovato “tutto”.

Nonostante la componente magmatica e turbinosa, questa non è certo arte cinetica, e ciononostante riesce a cogliere non la staticità di una realtà oggettiva, che non esiste come tale, ma il suo continuo farsi e disfarsi, l'istante sempre nuovo di quell'eterno trapasso che costituisce il momento vitale. Quale esito migliore di un rotolo che si srotola e svela il suo arcano contenuto? Già nel Giudizio Universale di Giotto nella Cappella Scrovegni alcuni angeli sono intenti a riavvolgere (o svolgere? in pittura non si può dire con assoluta certezza se non grazie al testo di riferimento) il cielo giunto al suo termine, come scrive Giovanni nell'Apocalisse: “Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola”, ma qui in questo oratorio possiamo tirare un sospiro di sollievo, lo stesso elemento, il rotolo, non annuncia una fine ma gioca in modo differente, qui il contenuto si dipana, rivela, mostra. non chiude e non allarma, anzi: è un immaginare l'entropia dello spazio e del tempo in un'icona della fine che sancisce invece un fare e rifare.
Un altro mondo, appunto! Il cui esito formale non può che essere l'informe e il suo nobile riferimento artistico l'Informale (ma non all'insegna dell' hic et nunc). Nessuna forma certa, al dunque, solo densità di materia perché di materia è fatto il mondo in arte e dalla materia trae nutrimento e forza. Colorato, certo, ma senza timore reverenziale per il bianco, nel senso che non solo Nellì non lo teme (chi non conosce il

paralizzante panico da tela bianca o da pagina intonsa?) ma anzi lo sfida apertamente, riproducendolo cromaticamente puro seppur popolato, appunto, di grumi e densità.
Dove ci conduce al fin l'arte della Cordioli? Chissà... però non propriamente qui e non proprio ora.
Nellì Cordioli vive e lavora a Padova dal 1986. Frequenta la scuola di grafica e l’Accademia di Venezia, e a Padova frequenta un corso di affresco. Al suo attivo mostre personali e rassegne in Italia e all’estero. Per alcuni anni il percorso artistico corre parallelo all’attività di insegnante, privilegia la struttura fortemente materica nelle opere. Carte, tele, legni, incisioni, installazioni segnano tappe di un iter volutamente sempre ridefinito.

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