sabato 28 marzo 2020

A DUE VOCI di Carla Bertola e Alberto Vitacchio


A DUE VOCI - di Carla Bertola e Alberto Vitacchio
1 – 7 aprile 2020

www.visionialtre.com
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A cura di VISIONI ALTRE | Adolfina de Stefani

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In tempo di Covid-19 sarà la galleria VIRTUALE “www.visionialtre.com” che darà visibilità con un originale lavoro proposto per questa occasione dai nostri due artisti visivi Carla Bertola e Alberto Vitacchio dal titolo “A DUE VOCI”:

In questo percorso i due artisti visivi espongono immagini “ognuno la propria voce”
Carla Bertola spazia immagini di opere realizzate nel corso della sua produzione- evoluzione. Alle “Interferenze” degli anni ’90, dove scritture a mano o a stampa si alternano-altercano in bianco/nero e a colori cercando di eliminarsi a vicenda, seguono le “Rivisitazioni” opere di grafia creativa dove elabora opere precedenti oppure interpreta visualmente scritti e sensazioni proprie o altrui, (in particolare Madame de Sevigné e Kafka) realizzate in vari formati e installazioni. Poi arriva il digitale con la prima mostra “Digito dunque Sogno” che si intensifica e prosegue. Si tratta sempre di un andare-venire dal passato al presente e viceversa verso un futuro creativo imprevedibile.

Alberto Vitacchio propone lavori che illustrano il percorso da lui fatto nel campo della Poesia Visuale, esponendo quindi immagini sia di collage che lavori virtuali ed anche esempi di elaborazione su scrittura asemica.

Carla Bertola – Scrittrice, poeta verbo-visuale e sonora, partecipa attivamente alle attività culturali internazionali dagli anni ’70. Vive a Torino, dove è nata nel 1935. E’ presente in molti cataloghi e antologie di vari paesi, dove ha esposto lavori visuali in mostre personali e collettive. Produce libri d’artista, presenti in collezioni e biblioteche. Da molti anni partecipa e organizza progetti di Mail Art, Poesia visuale, esposizioni di Libri d’Artista. Come performer di poesia sonora et “Poésie Action” ha partecipato a numerose rassegne in Europa, Canada, Brasile, Cuba, Messico, con Alberto Vitacchio. Ha pubblicato libri di poesia verbo-visuale in Italia e in altri Paesi. Nel 1978 ha fondato la rivista di scrittura multimediale e poesia visuale Offerta Speciale, che ha diretto ed editato fino al 2018. Si occupa tutt’ora di pubblicazioni e progetti.

Alberto Vitacchio vive a Torino dove è nato nel 1942. Come poeta lineare e visuale ha collaborato a molte riviste ed è presente in antologie e cataloghi fino dagli inizi degli anni ’70. In seguito, nel decennio successivo, inizia a creare ed eseguire performances con Carla Bertola in Italia e in diversi luoghi del mondo (Francia, Germania, Irlanda, Inghilterra, Messico, Cuba, Serbia ecc.) Parecchi lavori sono sulla linea della Poesia Azione ed altri collegano la Poesia Sonora a quella che Carla Bertola ha definito Poesiteatro.
Dal 1984 ha operato in campo visuale utilizzando una tecnica di strappo di colore dalla carta che ha chiamato pulling up con la quale esegue collages multipli su carta, tela e supporti diversi; per poi passare a lavorare su collages digitali. Negli stessi

anni inizia a produrre libri d’artista e partecipa ad operazioni di Mail Art. Ha presentato i suoi lavori ed i libri in mostre in Italia ed all’estero.
Tra le antologie si può consultare: Poesia Totale Mantova 98 – A Point of View Visual ’90 Russia ’98 – Galleria Verifica 8+1 Mostre ’99 – I Poeti del Vedere Bologna ’98 – Libri d’Artista in Italia Torino ’99 – International Artists’s Books 2000 Ungheria e molti altri.
Da sempre elabora personalmente i materiali di Poesia Sonora e costruisce masterizzazioni che stanno alla base delle raccolte di materiali su cassette e CD.

Con Carla Bertola ha diretto dal 1978 al 2018 la rivista multimediale di poesia internazionale Offerta Speciale.

A DUE VOCI
di Carla Bertola e Alberto Vitacchio 1 – 7 aprile 2020

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VISIONIALTRE Gallery | Campo del Ghetto Novo 2918 - 30121 Venezia 
Carla Bertola
Trilogia in Blu n. 1

Carla Bertola
Lettera a Mm de Sévigné 1

Carla Bertola
Lettera alla Marchesa n.2

Carla Bertola
Parole, moventi, commoventi, particolare | 2012
Alberto Vitacchio
n g

Alberto Vitacchio
Asemic 10

Alberto Vitacchio
M m

Alberto Vitacchio
O ff




giovedì 19 marzo 2020

OMAGGIO AL MOVIMENTO FLUXUS 1 - 13 febbraio 2020 | VISIONI ALTRE Cannaregio 2918 VENEZIA


Si inaugura giovedì 13 febbraio 2020 alle ore 17:00,  Ricordando il Movimento FLUXUS a cura di Adolfina de Stefani

Presentazione critica e testo critico a cura di ASIA ROTA.


 “VISIONI ALTRE” spazio espositivo, gioiello d'Arte situato in uno dei campi più suggestivi di Venezia, vuole ricordare il movimento FLUXUS invitando artisti di diversa provenienza ad esporre dal 1 al 13 febbraio 2020, negli spazi della galleria opere di dimensioni 30x30cm. 


Artisti presenti:
Riccardo Albiero ITALIA, Andreina Argiolas ITALIA, Franco Ballabeni ITALIA, Enrico Baracco ITALIA, Clara Barbieri Pacheco ITALIA, Vittore Baroni ITALIA, Mariano Bellarosa ITALIA, Pedro Bericat SPAGNA, Carla Bertola ITALIA, Nicola Bertolio ITALIA, Sergio Boldrin, Giovanni Bonanno ITALIA, Maurizio Bonato ITALIA, Enrico Bonetto ITALIA, Anna Boschi ITALIA, Paolo Bottari ITALIA, Manù Brunello ITALIA, Mirta Caccaro ITALIA, Roberto Cannata ITALIA, Barbara Cappello ITALIA, Angela Caporaso ITALIA, Carmela Corsitto ITALIA, Libera Carraro ITALIA, Massimo Cartaginese ITALIA, Lucia Chiavegato ITALIA, Alessandra Chiesa ITALIA, Nellì Cordioli ITALIA, Maria Credidio ITALIA, Agnese Cunego ITALIA, Andrea Dal Broi ITALIA, Ruggero D’Autilia ITALIA, Daniel de Culla SPAGNA, Adolfina de Stefani ITALIA, Paola Doria ITALIA, Carla Erizzo ITALIA, Maurizio Favaretto ITALIA, Fernanda Fedi ITALIA, Luc Fierens BELGIO, Mauro Fornasier ITALIA, Leo Franceschi ITALIA, Giuliano Franco ITALIA, Nicola Frangione ITALIA, Barbara Furlan ITALIA, Agatino Furnari ITALIA, Gino Gini ITALIA, Paolo Gobbi ITALIA, Isabel Gomez de Diego SPAGNA, Roberta Gomiero ITALIA, Claudio Grandinetti ITALIA, Elena Greggio ITALIA, Viviana Gris ITALIA, Paolo Gubinelli ITALIA, Alessandra Gusso ITALIA, AngeliKa Höger GERMANIA, Benedetta Jandolo ITALIA, I Santini del Prete ITALIA, LAMIABELLA ITALIA, Pina Lavanga ITALIA, Silvia Lepore ITALIA, Pierpaolo Limongelli ITALIA, Anna Laura Longo ITALIA, Gianpaolo Lucato ITALIA, Bruno Lucchi ITALIA, Oronzo Liuzzi ITALIA, Ruggero Maggi ITALIA, Giulio Malfer ITALIA; Giuliano Mammoli ITALIA, Silvia Manazza ITALIA, Antonello Mantovani ITALIA, Sergio Marchioro ITALIA, Anya Mattila FINLANDIA, MELARANCE (Marité Bortoletto, Silvia Martini, Micaela Spinazzé)ITALIA, Monica Michelotti ITALIA, Virginia Milici ITALIA, Enrico Minato, Francesco Mingaroni ITALIA, Mauro Molinari ITALIA, Emilio Morandi ITALIA, Patrizia Nicolini ITALIA, Stefano Ornella ITALIA, Riccardo Parenti ITALIA, Walter Pennacchi ITALIA, Ioan Pilat ITALIA, Veronique Pozzi Painè ITALIA, Teresa Pollidori ITALIA, Massimo Puppi ITALIA, Rossella Restante ITALIA, Rossella Ricci ITALIA, Angelo Ricciardi ITALIA, Nino Walter Riondato Italia, Armando Riva ITALIA, Sabina Romanin ITALIA, Imerio Rovelli ITALIA, Gianni Sandonà ITALIA, Grazia Sernia ITALIA, Roberto Scala ITALIA, Claudio Scaranari ITALIA, Domenico Severino ITALIA, Marilena Simionato, Maggie Siner STATI UNITI, Gruppo Sinestetico ITALIA, Lucia Spagnuolo ITALIA, Laura Spedicato, Rossana Stiassi ITALIA, Giovanni e Renata Strada ITALIA, Jaromir Svozilik NORVEGIA, Renata Tabanelli ITALIA, Andrea Tagliapietra ITALIA, Fausto Trevisan ITALIA, Giorgio Trinciarelli ITALIA, Maddalena Tuniz ITALIA, Paola Turra ITALIA, Stefano Turrini ITALIA, Moreno Ugo ITALIA, Diana Isa Vallini ITALIA, Generoso Vella ITALIA, Angelo Ventimiglia ITALIA, Mario Verdiani ITALIA, Marilena Vita ITALIA, Alberto Vitacchio ITALIA, Antonio Zago ITALIA, Alessandro Zanini ITALIA, Elisa Zardo ITALIA, Fanny Zava ITALIA. 

SCRITTO STORICO-CRITICO a cura di Asia Rota

Nel 1961 George Maciunas fonda il movimento Fluxus “caratterizzato da una totale apertura del linguaggio artistico a tutti i materiali del mondo e a tutti i flussi dell’esistenza”, si tratta non solo di opere fisiche ma anche e soprattutto di azioni che hanno come obiettivo portarci a riflettere sulla quotidianità e sull’arte, sul rapporto fra le due e sulla distanza fra le due.


Le modalità di espressione di questo nuovo movimento sono decisamente ampie: oltre alle opere pittoriche che hanno come punto di partenza l’informale/gestuale, grandi protagoniste sono la performance, l’happening, la musica, il cinema, il design, la letteratura, la corrispondenza postale; in particolare è interessante soffermarsi sul fatto che Fluxus sia un movimento aperto, o come meglio precisa Dick Higgins “un momento nella storia, un’organizzazione, un’idea, un modo di vivere, un gruppo di persone non fisso che compie fluxusvalori”: si tratta di un gruppo aperto e non definitivo di cui tutti possono fare parte anche solo per un momento, e senza necessità di dichiararsi tali davanti agli altri componenti del gruppo.


È un modo di essere all’interno del mondo artistico che include tutti coloro che lavorano con materiali quotidiani, spesso di riciclo, in un particolare rapporto con la vita e con il caso (o caos) in un’etica molto spesso marcata: il nome richiama una trasformazione costante che non consente una definizione chiara e delimitata del movimento, possiamo quindi affermare che si tratti di una ricerca ancora oggi in continuo sviluppo.

Fluxus mette in discussione la distinzione fra arte e non-arte, ridicolizzando ogni idea di esclusività, di unicità, di individualità dell’artista, ironizzando sulla perizia tecnica, sulla ricercatezza, sull’altezza o profondità d’ispirazione, in questo si intravede una matrice Dada, dalla quale viene però a differenziarsi per l’apertura ad un gruppo di artisti molto più ampio e “popolare”. Fluxus non include solo ciò che viene riconosciuto come opera d’arte, ma anche tutto ciò che è semplicemente rivolto al creativo poiché l’unico vero obiettivo del suo artista è la realizzazione di un lavoro che ha responsabilità primariamente nei confronti dell’arte stessa, non si rivolge alla critica che precedentemente indicava la propria approvazione/ disapprovazione: il successo artistico è connesso alla creatività di un certo lavoro e del suo creatore, in un mondo ideale che esclude la consacrazione da parte della critica, eliminando la vecchia idea di sistema artistico.


Il movimento fondato da Maciunas, dunque, si arricchisce di contenuti nuovi tramandati dal passato artistico e dagli avvenimenti storici, ma al tempo stesso semplifica le sue modalità di messa in scena, facendosi più scarno nell’espressione, più povero e/o naturale nella materialità, più rapido nell’elaborazione, più pulito nel contenuto.


Fluxus conserva molto del precedente Dada, tanto che insieme ad altre forme artistiche contemporanee fra cui la Pop Art, viene spesso richiamato sotto il nome più ampio di Neo- Dada (Maciunas stesso chiamava inizialmente il movimento Neo-dadaism), questi tre diversi movimenti possono giungere a soluzioni visivamente molto simili, ma la differenza sostanziale è intangibile eppure importante: mentre Dada è un tipo di espressione che rifiuta l’arte, quindi un’anti- arte, Andy Warhol dichiara che “tutto è arte”, e Joseph Beuys sostiene che “anche pelare una patata può essere arte”, insomma, mentre il primo elimina l’idea di arte ed invece esalta l’idea di vita come “ben più interessante” rispetto all’arte, la Pop Art innalza la semplicità al livello dell’arte, ed il Fluxus abbassa l’arte al livello della semplicità, mantenendo la stessa ideologia creativa Dada ma semplicemente al contrario di essa non rinnegando l’idea di arte ed ampliandola ad un gruppo aperto e illimitato, la differenza non è tanto nel risultato estetico ma nell’intenzione artistica. 

Adolfina de Stefani
CHI, COME, DOVE, QUANDO | 2020, collage su tela, cm 30x30
Antonello Mantovani
...logico dunque che ci sia | 2020, collage su carta cm 30x30

mercoledì 25 settembre 2019

IL LABIRINTO DELLE EMOZIONI di Carlo Vercelli

Si inaugura domenica 6 ottobre 2019, alle ore 18.00 
presso la Galleria VISIONI ALTRE,  Campo del Ghetto Novo 2918 VENEZIA 
“IL LABIRINTO DELLE EMOZIONI” opere pittoriche di Carlo Vercelli.
Il lavoro di Carlo Vercelli offre nuovi spunti di riflessione per affrontare la complessa realtà contemporanea. Sfidare “il labirinto delle emozioni” significa suggerire delle vie d’uscita, dove l’artista guida il visitatore a considerare gli aspetti precari dell’esistenza, mostrando e condividendo il proprio vissuto e riprendendo il cammino all’infinito una volta trovata la via. Con la propria poetica e ricerca, Vercelli si offre al visitatore in un itinerario espositivo senza interruzioni, ma anche senza inizio e senza fine, con numerose e sempre rinnovate possibilità di scelta. Venezia è la città che più si presta ad ospitare il suo percorso, in quanto essa stessa è un labirinto in continua mutazione, ma senza perdere se’ stessa e la propria identità.

Le opere di Carlo Vercelli dialogano fra di loro e si sovrappongono in una mostra pensata come in un groviglio di linee e di forme solo all’apparenza in disaccordo, ma assemblate rigorosamente in una struttura spazio-temporale dove la sola azione concessa è cercare la via d’uscita e che si aprono ad interpretazioni parallele. L’essenza labirintica è proprio questo; la costante diversione dal fine ultimo di questo spazio, come se ogni passo, invece di avvicinare alla meta, la facesse via via dimenticare, alla ricerca di un nuovo senso. E’ così che si può ricominciare gustando il percorso, senza l’affanno del traguardo.

Le sue interpretazioni ci descrivono una parte del suo percorso artistico lungo e spesso doloroso, dove le emozioni devono spesso fare i conti con negoziazioni e rotture, fallimenti e gioie, ma che lo fanno proseguire alla ricerca di continui mutamenti e che assumono la forma di brevi e temporanee assegnazioni di senso, alla sperimentazione e alla comprensione di se’.

Carlo Vercelli nasce a Savona nel 1956; consegue la Maturità Artistica, e il Diploma di Accademia di Belle Arti sezione pittura a Milano.
L’artista trova la libertà di esprimere i propri sentimenti attraverso la pittura. Il suo carattere lo porta a preferire i pennelli e le mani che definisce ”i suoi strumenti primari” al posto delle parole. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, frequenta per diversi anni la Famiglia Artistica Milanese, culla della Scapigliatura Lombarda, dove lavora e impara da maestri come Eros Pellini, Renzo Zacchetti e Uggeri, che contribuiscono a rendere la sua una vita piena di sfumature, sia a colori che in scala di grigi, proprio come gli oli e le tempere che con pennellate decise ed energiche imprime sulle tele.
Ha al suo attivo numerose collettive e personali.


La mostra, visitabile fino a martedì 15 ottobre 2019, è organizzata da VISIONI ALTRE;
CONSUELO 2018 Acrilico su tela 80x60cm

Acrilico su tela 80x60cm

domenica 21 luglio 2019

INNESTI TELEMATICI - ART EXHIBITION 26.27.28. luglio 2019


VEDERE ATTRAVERSO – Installazione di Adolfina de Stefani e Antonello Mantovani


L'esposizione “Vedere Attraverso”  propone sette immagini in bianco e nero che raffigurano degli occhi; sono immagini fotografiche ingrandite e ritoccate alle quali è stato sovrapposto un leggero strato di cera. 
I due artisti lavorano con il materiale della natura, la cera e con l’organo vitale più importante ”L’OCCHO”, propongono una riflessione  sull’essere umano e sulla natura. La vista è uno degli argomenti cardini affrontato da Aristotele nella trattazione della “Metafisica” che  per il grande filosofo greco la vista era il senso più importante, in grado di farci conoscere meglio il mondo. Per Aristotele il fenomeno della visione era reso possibile dalla presenza del diaphanes, ossia di un elemento diafano e trasparente, che funge da mezzo intermedio, la luce. 



Il sodalizio tra i due performer e artisti contemporanei Adolfina De Stefani e Antonello Mantovani nasce nel 2000 ed è caratterizzato da una sorta di nomadismo operativo che li vede impegnati in una esplorazione parallela nei numerosi percorsi dell’espressione artistica. Apprezzati esponenti nello scenario della cultura artistica sia in Italia che all’estero, la loro espressione si articola attraverso la performance, l’installazione e la ricerca multimediale, con particolare attenzione alle tematiche attuali. Emergono con estrema chiarezza le azioni di carattere universale con l’intento di favorire l’incontro del grande pubblico con i linguaggi contemporanei. 


Vedere Attraverso 2019 stampa fotografica su acetato 40x40cm,
liquido trasparente, vasca in plexiglass












martedì 1 maggio 2018

"HO SCRITTO LETTERE PIENE D'AMORE" di Bruno Lucchi

Si inaugura sabato 5 maggio 2018, alle ore 18.30 presso l’Oratorio di Santa Maria Assunta SPINEA (VE), nell’ambito del progetto PARADISUM THEATRUM  2018 “Ho scritto lettere piene d’amore” personale dell’artista Bruno Lucchi, a cura di Adolfina de Stefani e Luciana Zabarella, durante l’inaugurazione intervento poetico di Daniela Cardani e Gianni Sicoli.

La mostra, visitabile fino a domenica 20 maggio 2018, è organizzata da VISIONI ALTRE con il patrocinio del Comune di SPINEA (VE).

1918 - 2018: Cento anni fa nasceva la Pace.
Per celebrare questo anniversario Bruno Lucchi propone, nell’ Oratorio di Santa Maria Assunta a Spinea VE una mostra inusuale per il tema forte trattato: La Guerra.
Protagonista indiscusso è l'essere l'umano immerso nel teatro di un'esistenza piena di paura, dolore, sofferenza che solo l'effetto di una guerra può creare.

“La fonte di ispirazione per questa mia personale” - dice l'artista trentino – “è stata la poesia di Giuseppe Ungaretti. I suoi versi colgono con passione e linguaggio limpido la bellezza che, nonostante tutto, emerge dal dolore di ogni evento bellico, in particolare dal dramma dell'individuo che poi si riflette, inevitabilmente, in quello dell'umanità. Ogni parola nelle mani di questo Poeta è colma di speranza, di vita.
Ho scritto lettere piene d'amore – frase ripresa dalla poesia Veglia dalla raccolta L'Allegria – abbraccia lo spirito che desideravo dare al frutto del mio lavoro. Dopo aver trascorso un'intera nottata vicino a un compagno massacrato con la sua bocca digrignata volta al plenilunio la penna del Poeta crea uno stupefacente alfabeto di bellezza: Ho scritto lettere piene d'amore.
Questa è arte. Quella vera”.

Tutte le opere che Bruno Lucchi espone denunciano, con la loro eleganza, la loro accuratezza raffigurativa e la grande intensità espressiva, l'inumanità della Grande Guerra. Di tutte le guerre.

La mostra esprime pienamente quanto richiama il titolo: “Ho scritto lettere piene d’amore”.
Uno stupefacente alfabeto di bellezza.
Parole scavate da mano d'artista.

Anche la guerra ha la sua poesia. E la Poesia, si sa, fa riflettere.


In occasione della vernice della mostra “Ho scritto lettere piene d’amore” di sabato 5 maggio 2018 Bruno Lucchi sarà presente all’Oratorio di Santa Maria Assunta via Rossignago SPINEA (VE)



                  
“Ho scritto lettere piene d’amore”


a cura di :   Adolfina de Stefani e luciana Zabarella
apertura e orari
dal giovedì alla domenica
                                                                                                                  16.00 – 20.00                                                                                                                                                 


       Ingresso libero






adolfinadestefani@gmail.com + 39 349 8682155
                                                                                               zabluci@libero.it
+ 39 335 6933177

www.visionialtre.com -    www.adolfinadestefani/blogspot.it

                        Oratorio di Santa Maria Assunta, Via Rossignago SPINEA - Venezia